Gli strumenti elettronici
La musica elettronica si avvale di una strumentazione molto varia, si va dai comuni software usati a livello domestico a strumenti, informatici e non solo, altamente qualificati. Fatto sta che per fare buona musica bisogna conoscere l’ampia gamma di strumenti disponibili e fare una scelta accurata.
I primi strumenti
Come in tutte le storie di evoluzione si parte da una base primordiale per poi raggiungere un certo livello di sviluppo e questa storia non fa eccezioni. Nei primi anni la musica elettronica era realizzata per mezzo di fonografi ed elettrofoni che permettevano di creare particolari suoni fino ad allora irrealizzabili, fu così che numerosi amanti della musica iniziarono a sperimentare questi nuovi spazi musicali. Tra i primi strumenti elettronici di quel periodo si ricordano il Thelarmonium e il Theremin. In seguito con la ripresa economica del dopoguerra furono introdotti sul mercato diversi elaboratori elettronici e i transistor, il numero di persone che iniziò a cimentarsi con questi strumenti salì anche se rimase sempre abbastanza contenuto in quanto le apparecchiature disponibili erano molto costose nonché difficili da usare. Negli anni ’70 i sintetizzatori e i sequencer fecero la loro comparsa in numerose case visti i costi più accessibili e ciò permise una maggiore diffusione della musica elettronica che raggiunse il culmine negli anni ’80, periodo in cui divenne possibile creare musica per mezzo del proprio computer di casa.
Attrezzatura moderna
Attualmente l’elettronica viene prodotta attraverso due principali categorie di strumenti elettronici: manuali ed informatici. Tra gli strumenti manuali troviamo: sintetizzatori, appartenenti al gruppo degli elettrofoni sono apparecchiature in grado di generare segnali acustici in modo autonomo; drum machine, che imitano il suono di strumenti a percussione; campionatori, strumenti che acquisiscono dei campioni audio per ricondurli alle note musicali; tastiere, che controllano la generazione dei suoni; sequencer, che comandano gli strumenti elettronici per mezzo di sequenze di segnali di controllo; e vocoder, dispositivi che usano i parametri di un modello matematico per codificare i segnali audio. Le funzioni di ognuna di queste apparecchiature vengono riproposte in campo informatico per mezzo di specifici software che le emulano, essi costituiscono la categoria degli strumenti informatici.
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